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Caviglia

Quest’articolazione pur non lasciando molti gradi di libertà, permette al piede di adattarsi al suolo anche su superfici irregolari o pendenze importanti, senza compromettere l’equilibrio, evitando quindi di farci cadere. Pensate al peso e alle forze che si producono a livello di questa articolazione durante un repentino cambio di direzione in corsa, durante uno stacco da terra o un atterraggio su un piede. Come può un’articolazione così adattativa e piccola rispetto ad un anca o a un ginocchio, a mantenere stabilità anche in condizioni estreme? Grazie ad un importante sistema di legamenti e stabilizzatori attivi, ma soprattutto grazie ad un sistema recettoriale molto sensibile, in grado di avvisare costantemente il sistema nervoso centrale di tutto quello che accade a livello articolare, così da garantire una pronta risposta muscolare agli stimoli. Questa capacità è nota col nome di propriocezione, ed è proprio questo sistema che diviene deficitario dopo una distorsione della caviglia. Ecco perchè dopo una singola distorsione il rischio di recidive aumenta; non subentra solo un problema muscolare, ma uno squilibrio del sistema neuro muscolare e legamentoso. Inoltre a causa del dolore e della rigidità articolare si tende a provocare anche degli squilibri nel carico e di conseguenza della postura. In una prima fase consigliamo riposo, diminuire l’infiammazione mediante tecar laser terapia e kinesi passiva. In una seconda fase la kinesi e gli esercizi prenderanno maggior importanza a scapito della terapia strumentale. Ma è di fondamentale importanza durante la fase finale proporre esercizi che correggano gli squilibri muscolari, ripristinare il sistema recettoriale per evitare l’insorgenza di nuove patologie a livello dell’articolazione.